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Presentazione dei documenti

del Nazionale e del Metropolitano

alla direzione cittadina del 26 gennaio 2017

 

 

 

In occasione di questo nostro incontro, vi presento i due documenti qui allegati: il primo, “Verso l’Assemblea nazionale. Spunti di riflessione per il Pd di domani”, è stato elaborato da una commissione istituita ad hoc a livello nazionale, con lo scopo di prendere in esame – con sguardo critico e su un piano di prospettiva dinamica – l’attuale forma partito. Il secondo, “Primi spunti per una riflessione aperta per il Pd di domani, sulla base dell’esperienza milanese”, è stato prodotto dal partito metropolitano anche sulla scia della discussione avviata dal primo documento. Due testi interessanti e puntuali, che accendono e accompagnano un dibattito molto sentito, specialmente all’indomani della campagna e dell’esito referendario sulla riforma costituzionale. Non a caso il punto di partenza del primo testo, elaborato come detto da una specifica commissione istituita dal Pd nazionale, è l’articolo 49 della Costituzione, che recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. In questo quadro, dell’associarsi liberamente per concorrere con una metodologia democratica a sviluppare l’indirizzo politico della nazione, i padri costituenti hanno inteso disegnare i confini della democrazia parlamentare italiana nata nel secondo dopoguerra. Un passo fondamentale, che ci ha accompagnato per quasi settant’anni della nostra storia. Nell’Italia contemporanea (anche se l’analisi può allargarsi a livello europeo e dell’intero Occidente), in un’epoca di accentuata disgregazione della forma partito intesa in senso tradizionale e di un martellante propagarsi di argomenti strumentali o demagogici, il Pd rimane sicuramente un “caso isolato”. E perché possiede in sé la forza aggregante di una libera associazione, una comunità di singoli che ha come propria caratteristica politica lo “stare insieme” per porsi al servizio dello sviluppo individuale e collettivo; e perché questa comunità discute, a partire dal suo interno, seguendo un appropriato metodo democratico, costituito da regole condivise e da principi etici che stanno alla base del proprio “stare insieme” e del proprio statuto. Ciò per consentire a tutti, iscritti e simpatizzanti, nelle forme previste e regolate democraticamente, la partecipazione ai dibattiti, alla vita interna, alla crescita del partito. In ciò il Pd è rimasto ormai una mosca bianca, nel panorama politico italiano contraddistinto dal vistoso ridimensionamento e dalla progressiva, inarrestabile disgregazione o scomparsa degli altri partiti. Questo vuoto è stato largamente colmato da movimenti populisti, spesso ai limiti della democrazia e dei dettami dell’articolo 49. Occorre sicuramente porre l’accento sul fatto che viviamo oggi in una società in continua trasformazione, con bisogni vecchi e soprattutto nuovi, a cui dare una pronta e immancabile risposta politica. Il documento nazionale identifica efficacemente il Partito democratico come un arcipelago formato da più isole, ognuna con una propria specificità, un’intrinseca potenzialità e un’attesa alle quali il Pd non può e non deve disattendere. Superato il concetto di partito-chiesa del secondo Novecento, onnicomprensivo e chiuso in se stesso, che chiedeva e pretendeva dagli iscritti una militanza a tutto campo che arrivava in molti casi a invadere la sfera personale del privato, i nuovi strumenti di comunicazione – capaci di coinvolgere soggetti altrimenti difficili da raggiungere – e le nuove tematiche aperte in questo terzo Millennio (immigrazione, sicurezza, solidarietà, lavoro, senso del futuro), esigono visioni coerenti e risposte diverse rispetto al passato. Delle risposte all’altezza dei tempi e idonee alle molteplici forme di militanza, rese possibili dagli innovativi strumenti di informazione e di comunicazione. Il nostro partito, non a caso “democratico”, è dunque un arcipelago in cui ogni isola non deve assolutamente sentirsi esclusa. Appare necessario soprattutto oggi, impostare con forza un dialogo tra le differenti generazioni, che non deve escludere nessuno, ma in cui ogni differenza possa essere interpretata come una ricchezza e un segnale di inclusione e di progressione lungo il percorso di civiltà politica intrapreso dalla nostra comunità-partito. Leggerete, sul documento, le proposte riguardo ai vari organismi, a partire dall’Assemblea e dalla Direzione nazionale fino ad arrivare ai Circoli territoriali, il tutto finalizzato a “rimettere in connessione la forma partito con la vita concreta e quotidiana dei cittadini”. I circoli vengono inquadrati nel documento come “luoghi permanenti, fisici e virtuali, di confronto aperto, dove realizzare azioni e progetti, dove perseguire risultati concreti e comprensibili per tutti i cittadini, a iniziare da quelli che partecipano alle primarie”. Un’attenzione generale e particolare, dunque, a cominciare dai primaristi, dal cosiddetto “popolo delle primarie”. Sui circoli, il documento presenta un quadro realistico che, seppur con le dovute differenze, tocca da vicino la nostra realtà cinisellese. Un quadro che fotografa di fatto lo scollamento avvenuto nel tempo tra i circoli e la realtà territoriale. Ciò è dovuto ovviamente a varie ragioni e a una casistica che varia da caso a caso: dalle problematiche finanziarie a un mancato ricambio generazionale e a una sorta di stanchezza che ha demandato ad altri strumenti i necessari momenti risolutivi di incontro e di dibattito. Oltre a una “personalizzazione” nell’ambito della politica, che porta a volte più a scorgere obiettivi immediati di scontro o di auto-rappresentanza, piuttosto che un lavoro costante di crescita dell’intero partito. Superare ciò, vuol dire riscoprire il ruolo primario dei circoli nell’azione politica sul territorio, come rappresentanze del partito, come presidi di democrazia, come promotori di progettualità e di risposte certe ai problemi più immediati della cittadinanza. Bene ha fatto il partito metropolitano a sintetizzare e a evidenziare le questioni, con domande e proposte, che i nostri iscritti hanno più volte sollecitato ad affrontare. Il secondo documento articola in maniera schematica ma efficace quel modello del partito che è stato capace di aggregare e coinvolgere nelle sue iniziative volontari e simpatizzanti milanesi e oltre. Così come appare efficace il momento di ascolto – individuato a livello metropolitano e di zona – rivolto ai territori e alle associazioni, che da sempre, siano esse culturali sportive o di categoria, rappresentano per una città come la nostra dei centri positivi del fare, delle forze trainanti ricche di idee e di energie, tali da aggregare insieme le diverse generazioni. Una fase di ascolto, dicevo, attivata dal partito metropolitano e dalla zona e che vedrà il 17 febbraio un incontro pubblico in Villa Ghirlanda.

 

Il Pd di Cinisello Balsamo crede sia davvero necessario e fondamentale “ritornare” ad ascoltare e a parlare con il territorio, di cui le associazioni sono appunto una delle espressioni più propositive e catalizzanti. Anche in questo senso, per attuare una mappatura dei temi (dall’analisi delle leggi quadro nazionali, alla loro ricaduta locale) e impostare il dialogo con i vari interlocutori, la segreteria ha avviato una serie di gruppi di studio che vado a elencarvi insieme ai loro coordinatori:

 

Gruppo Ambiente e Parchi, coordinato da Alessandra Belletti;

gruppo Territorio / Politiche abitative /Periferie: Marco Tarantola;

gruppo Lavoro / Attività produttive: Rita Seghizzi;

gruppo Scuola: Massimiliano Facchini;

gruppo Diritti: Davide Veronese;

gruppo Immigrazione: Rocco Mussuto;

gruppo Europa: Lucia Gullà.

 

Invito a partecipare a questi gruppi voi componenti della Direzione cittadina, così come i nostri iscritti e simpatizzanti. Invito inoltre la nostra parlamentare, il sindaco e gli assessori, riguardo alle materie di competenza, ad apportare il proprio prezioso contributo interfacciando e intrecciando l’aspetto legislativo e amministrativo all’elaborazione politica. Ringrazio i coordinatori per avere accettato un incarico – sicuramente interessante – ma laborioso soprattutto per loro, che dovranno tenere le fila delle attività dei gruppi, riunirne i componenti, invitare eventuali esperti e gestire l’agenda. Stiamo individuando, tra l’altro, una sede idonea da mettere a disposizione per gli incontri.

Avvieremo a breve un altro gruppo di studio, riguardante il Welfare. A breve si attiverà anche un gruppo di lavoro intorno alla prossima Festa dell’Unità, che scioglierà il nodo circa la sua fattibilità e le modalità sul “come” farla. In seno alla segreteria è stato dato l’incarico già da tempo a una responsabile per le associazioni cittadine, Fabrizia Berneschi, che potrà dare il proprio fattivo contributo – insieme alla segreteria – per il momento di ascolto della zona indirizzato al territorio. Sarà anche auspicabile individuare, all’interno del partito, un responsabile che faccia da trait d’union con i comitati formatisi a livello cittadino in occasione del referendum: è questo un patrimonio che non possiamo e non dobbiamo disperdere. Concludo affermando che l’unità è la forza principale del Pd e che, dopo i debiti momenti di confronto interno, il dialogo continuo con i cittadini è la vera priorità. Grazie.

 

Luigi Marsiglia

Coordinatore cittadino

Pd Cinisello Balsamo

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