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Lunedì 7 novembre 2016

Enews 451

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1. L’eredità di Obama
Sono ore decisive per gli Stati Uniti e quindi per il mondo. Tra qualche ora sapremo il nome del 45° presidente americano ed è ovvio che questa scelta influenzerà moltissimo il mondo dei prossimi quattro anni. Noi… speriamo che sia femmina, come recitava il titolo di un vecchio film. Ma mentre cala il sipario credo sia giusto riconoscere a Barack Obama i meriti per questi otto anni. Ovviamente saranno gli storici a definire le luci e le ombre della sua presidenza. Ma per me la storia sarà gentile con Obama perché l’ex senatore dell’Illinois ha saputo scrivere una pagina indelebile nella storia della politica.
Il primo presidente di colore, ad appena mezzo secolo di distanza dai fatti di Selma. L’uomo che ha investito sulla speranza contro il cinismo, che ha educato una generazione a provarci (Yes, we can), che ha prodotto con politiche di crescita un boom di crescita dell’occupazione, che ha investito molto su energia, innovazione e sanità.
Ci sono state polemiche sulla sua politica estera, lo sappiamo. Ma considero un grande successo l’operazione Cuba, giusta l’intuizione sull’Iran, strategica la necessità di una nuova politica commerciale globale. E condivido integralmente le parole di Obama sul ruolo e le potenzialità dell’Europa partendo dal cambio di passo su austerity e immigrazione.
Il punto è che Obama è stato un riferimento per chi crede nel sogno americano, per chi crede nel partito democratico, per chi crede nella politica. Per me è stato un grandissimo privilegio aver avuto la possibilità di lavorarci insieme e di confrontarsi in tante occasioni, dalle grandi questioni geopolitiche al rapporto tra fede e politica fino all’utilizzo dei social network. Il cittadino Obama sarà ancora utile alla politica mondiale, continuando a essere fonte di ispirazione e di confronto soprattutto per la nuova generazione. Ma il presidente Obama resterà nella storia e anche nel cuore di molti di noi.2. E adesso il futuro
Impossibile raccontare la Leopolda a chi non l’ha vissuta. E se la leggete sui giornali avrete la sensazione che stiano parlando di altro come scrive in modo perfetto Claudio Velardi questa mattina (cliccare qui). Da sette anni la Leopolda è un luogo nel quale professionisti della politica e cittadini che vivono la quotidianità si confrontano in modo serrato, positivo, puntiglioso sulle sfide dell’Italia. Dalla Leopolda è nata un’esperienza incredibile in questi sette anni: persone prive dei quarti di nobiltà politica tradizionali hanno – semplicemente – iniziato a cambiare l’Italia. E per me fare politica significa soprattutto questo: cambiare la vita delle persone, offrendo una chance a chi ha voglia di provarci e una mano a chi non ce la fa. Chi avesse dei dubbi si risenta gli interventi della Leopolda qui. Ma credetemi: raramente ho visto una Leopolda così carica di proposte e idee. Altro che polemiche. Qui potete rivedere tutti gli interventi, alcuni dei quali davvero bellissimi.
Purtroppo certi manifestanti hanno cercato di scontrarsi con le forze dell’ordine. Basta vedere questo video per capire come sono andate le cose. Dicono volessero difendere la Costituzione: io non credo che serva spaccare un cartello stradale sulla testa di un poliziotto per difendere la Costituzione. Dicono volessero raggiungere la Leopolda: peccato che armati di sassi e cappucci stessero prendendo via Cavour che è la strada che porta al Duomo, al centro. Volevano sfasciare Firenze, altro che raggiungere la Leopolda. Solidarietà totale alle forze dell’ordine che lo hanno impedito.

3. Un derby tra chi vuol cambiare e chi no

Referendum. Più ci avviciniamo al 4 dicembre, più è naturale dimostrare come siano ingiuste le accuse strumentali contro questa riforma. Ormai è evidente a tutti che non c’è nessun rischio autoritario ma si semplifica il quadro istituzionale sulla base dei modelli degli altri Paesi. Ho fatto con i giornalisti del sito Fanpage una verifica puntuale, in tre minuti, delle accuse che ci vengono mosse e qui trovate le velocissime risposte.
Ma più andiamo avanti e più è evidente che i leader del fronte del No usano l’appuntamento del 4 dicembre per tentare la spallata al Governo. Vogliono tornare loro a guidare il Paese e si rendono conto che questa è l’ultima chance. Ecco perché da Berlusconi a D’Alema, da Monti a De Mita, da Dini a Cirino Pomicino fino a Brunetta, Grillo e Gasparri stanno tutti insieme in un fronte unico. Provate a chiedere loro su cosa andrebbero d’accordo: su nulla, probabilmente. Solo sul dire no.
Ma l’Italia non si cambia con i no. L’Italia non va avanti seguendo chi sa solo criticare gli altri senza proporre un’alternativa. Ecco perché ogni giorno di più il referendum diventa un derby tra futuro e passato, tra speranza e nostalgia, tra chi vuole cambiare e chi preferisce non cambiare nulla.
Stavolta possiamo davvero liberarci della maledizione del Gattopardo. Ma perché ciò accada è fondamentale che tante persone si mettano in gioco.
Chi può darci una mano creando un comitato, lasciando un contributo economico anche piccolo, iscrivendosi al gruppo dei volontari digitali o organizzando qualche iniziativa in casa con gli amici lo faccia accedendo al sito www.bastaunsi.it

Per chi volesse approfondire, qualche link

Pensierino della Sera

Nadia è una ragazza yazidi che ho incontrato a New York a margine dell’assemblea dell’ONU. La settimana scorsa ha vinto il premio Sacharov insieme a Lamiya Aji. Ha subito ogni forma di violenza e oggi è una coraggiosa testimone della battaglia delle donne contro l’estremismo e la violenza di Daesh: le ho assicurato il nostro appoggio. Ma sono donne anche molte comandanti che sul campo stanno sconfiggendo la violenza del sedicente Stato Islamico, a cominciare da Mosul. Trovo straordinaria e commuovente che siano proprio le donne a determinare la sconfitta dell’estremismo folle e omicida. L’Italia farà la propria parte perché a queste ragazze, queste nostre sorelle, possa essere garantito un futuro di pace e libertà.

P.S. Continuano gli sforzi del Governo per il Cinema. Approvata la settimana scorsa la Legge attesa da decenni, torna mercoledì prossimo l’appuntamento a due euro in tutte le sale. Se qualcuno di voi invece non sa che cosa fare mercoledì sera o trova una fila al cinema troppo lunga dalle 21.30 alle 23, per novanta minuti filati, risponderò alle trenta domande più dure del #Matteorisponde: sulla politica economica, i bonus, le banche, le derive autoritarie, l’immigrazione, il lavoro. Domande libere, a ruota libera: dalle 21.30 alle 23, online su www.facebook.com/matteorenziufficiale

Un sorriso,
Matteo

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Newsletter ADM  n°105 –  21 Marzo 2016

Milano deve competere con le metropoli del mondo

Giuseppe Sala

Intervista di Elisabetta Soglio per Il Corriere della Sera.

La differenza fra lui e i suoi avversari?
«Io voglio portare Milano fuori dall’Italia, voglio una città internazionale e contemporanea e loro sono ancora lì incollati al passato e impegnati a descrivere il nostro come un Paese in declino». Giuseppe Sala sabato dà il via ufficiale alla campagna elettorale al teatro Franco Parenti con lo slogan «Ogni giorno, ogni ora».

Il futuro governo di Milano:

Una strategia chiara sul futuro del listino milanese

Fabrizio BariniDalla fusione tra le Borse di Londra e Francoforte l’occasione per rilanciare la piazza finanziaria milanese. La notizia è stata di quelle che fa scalpore, non solo tra gli addetti ai lavori. I mercati azionari di Londra e Francoforte si uniscono in matrimonio dopo 15 anni di corteggiamento. Nascerà un operatore in grado di competere con le Borse statunitensi: 26 miliardi di euro di valore azionario, 3200 società quotate, 40 miliardi di euro di scambi giornalieri, 4 miliardi di ricavi all’anno. Non c’è dubbio che un’operazione come questa sia positiva rafforzando il sistema finanziario europeo e rendendo più competitive le imprese del Vecchio Continente che potranno accedere al capitale di rischio con maggiore facilità, a costi più bassi.
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Città metropolitana e trasporto pubblico locale

Arianna Censi

Articolo pubblicato da Arcipelago Milanoo.

Il trasporto pubblico locale è la prima tra le funzioni fondamentali della Città metropolitana di Milano. Ed è quella che necessita di un urgente investimento per realizzare un sistema della mobilità delle persone che sia in grado di attirare stabilmente maggiore utenza per il trasporto pubblico, che assicuri la qualità dell’ambiente e che sia capace di competere con le più importanti aree metropolitane europee.

Parisi racconta una realtà immaginaria

Franco Mirabelli

Articolo pubblicato sull’Huffington Post.
Le dichiarazioni del candidato sindaco del centrodestra a Milano Stefano Parisi raccontano una realtà immaginaria. Parisi nasconde le responsabilità del centrodestra. Parla di quartieri popolari in condizioni da terzo mondo, dimenticando di dire che ALER (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) è stata ed è governata dal centrodestra, dai suoi alleati, che hanno prodotto 800 milioni di debito e abbandonato i cittadini di una parte delle periferie milanesi al degrado.

Dove porta la metro di Parisi?

Emanuele FianoStefano Parisi, candidato del centrodestra a Milano è sicuramente una persona intelligente, ma in politica non conta solo l’intelligenza. Conta molto la coalizione che rappresenti. Il centrodestra italiano si sta sfasciando. Gli sfascisti della coalizione sono fascisti secondo Berlusconi. Giorgia Meloni dovrebbe fare la mamma secondo Bertolaso. Secondo Salvini la Madia doveva fare la mamma ma la Meloni no. Secondo Meloni, giustamente non è un uomo che può dire a una donna cosa deve fare. Secondo Marchini il moderato per Roma è lui.
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Ogni giorno ogni ora

Giuseppe Sala

Ecco il video integrale del lancio della campagna elettorale di Beppe Sala.
Video»»

Per seguire Beppe Sala: sito webTwitter @NoiMilano2016
Instagram NoiMilano2016Instagram BeppeSala

Beppe Sala fra tradizione e modernità

Rosa AimoniNell’epoca della globalizzazione e degli inglesismi diffusi, mai mi sarei aspettata di ascoltare un candidato sindaco di Milano che, allegramente, ammette di “chattare” con i suoi amici in dialetto milanese. Certo Beppe Sala ha voluto aggiungere un elemento frivolo all’interno di un discorso elettorale; tuttavia, anche una frase leggera può favorire la conoscenza della persona che ci sta parlando.
Milano è sicuramente una città europea e aperta alla nuove istanze, ma è anche una città con una ricca tradizione culturale, che a mio giudizio va preservata, senza per questo impedire la convivenza con altre culture.

Invito alla riflessione:

Quel sessismo infimo contro Bedori e Meloni

Emilia De Biasi

Articolo pubblicato da Lettera43.
Siamo messi proprio male in questo Paese. Bertolaso fa il macho paternalista con la Meloni e le intima di fare la mamma, mica che le venga in mente di candidarsi al suo posto come sindaco di Roma made in destra. Non si è mai vista una mamma che allatta e si occupa contemporaneamente che so, di trasporti?
Bertolaso e il maschilismo becero. Caro Bertolaso, sei la conferma dei maschi che non sanno camminare e mangiare la cicca, come si dice a Milano.
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Tra il dire ed il fare

Roberto PecoraroIl viale alberato annegava nella nebbia, Terry stava facendo la sua passeggiata serale. Giocava con gli altri cani del quartiere: si rincorrevano, si annusavano, si mordicchiavano.
Giulio, nel frattempo, camminava a testa bassa con lo sguardo fisso sul cellulare. Si stava aggiornando sulle evoluzioni dell’ennesima petizione digitale a cui aveva partecipato. Un attimo prima aveva finito di seguire le polemiche che lui stesso stava alimentando da giorni su facebook, relativamente ad alcune questioni del quartiere.

Dalla Regione, dal Parlamento e dall’Europa:

Chiarezza sulla vicenda dei mutui sulla casa

Ezio CasatiNelle scorse settimane la vicenda dei mutui sulla casa è stata più voltre strumentalizzata, in particolare dagli esponenti del Mov5S. Su questo importante tema occorre dare ai cittadini e alle famiglie degli elementi di informazione e chiarezza. Si deve informare adeguatamente e senza usare l’argomento, come troppo spesso accade, per attaccare il partito avversario o per fare una facile e demagogica propaganda elettorale.
Pochi ed essenziali punti per fare chiarezza:
a) Nel 2014 il Parlamento europeo approva una direttiva che si pone l’obiettivo di aumentare il livello di protezione del consumatore;

ARAC, il sufflè per il compleanno di Maroni

Carlo BorghettiIn Consiglio regionale della Lombardia la maggioranza di Maroni ha votato la costituzione di una Autorità regionale anticorruzione, l’ARAC. In una Regione Lombardia in cui vari membri di maggioranza sono oggetto di ben sei indagini giudiziarie, al distratto cittadino la costituzione dell’ARAC può sembrare una mossa interessante contro la corruzione… ma a guardare bene è una mossa che di concreto non ha proprio nulla. L’ARAC prima ancora di nascere è stata oggetto di forti critiche di legittimità da parte della Autorità nazionale anticorruzione – l’ANAC di Raffaele Cantone – la quale è dotata di poteri reali che solo il livello nazionale può esercitare.
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La Riforma della legge sui Beni Confiscati

Franco Mirabelli

Intervento alla conferenza “Beni confiscati senza tabù” (video).

 

Vorrei rivendicare il fatto che in questa legislatura sono state fatte molte riforme e, tra queste, ve ne sono anche alcune importanti che dànno più forza alla lotta alla mafia. Una di queste è la modifica dell’articolo 416 ter del Codice Penale con cui si punisce il voto di scambio, inteso come voto in cambio di favori e non più solo come voto in cambio di denaro. È stato introdotto il reato di autoriciclaggio, è stata fatta la legge anticorruzione. Questo è un pezzo del lavoro che è stato fatto per la legalità e per contrastare la criminalità organizzata.

L’accordo tra UE e Turchia

Patrizia Toia

Articolo pubblicato da L’Unità (PDF).
Per fare un accordo serio ed equilibrato ci vogliono due soggetti parimenti forti, interessati e leali. Un accordo Ue-Turchia deve essere negoziato da un’Unione Europa europea unita e con le idee chiare, non da un gruppo scoordinato di Paesi, barricato dietro i propri interessi nazionali, pronto a rinunciare ai propri valori, alla propria storia e all’imperativo categorico del rispetto del diritto internazionale.
Un gruppo del genere negozierà inevitabilmente in condizioni di subalternità con la pretenziosa e poco democratica Turchia.

Sanità lombarda senza guida

Carlo Borghetti

La sanità lombarda è senza guida in un momento che dovrebbe essere di forte cambiamento.
Manca l’assessore, perché Maroni trattiene ancora per sé le deleghe che di fatto non esercita, e perché a quasi un mese dal suo arresto Fabio Rizzi è ancora presidente della commissione sanità del Pirellone.
E la commissione è sostanzialmente ferma, si è riunita solo due volte, mentre la riforma della governance, quella che ha rivisto profondamente l’organizzazione degli ospedali lombardi e ha determinato la cancellazione delle ASL produce problemi che non vengono affrontati.
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Lavoro in Commissione Antimafia e educazione alla legalità

Franco Mirabelli

Intervento al Liceo Scientifico Vittorio Veneto di Milano (video).
La presenza delle mafie nel nostro Paese è un problema che si sta sottovalutando. La percezione della pericolosità delle mafie, infatti, è scarsa nell’opinione pubblica.
C’è stata la stagione delle stragi, c’è stata la fase in cui la mafia era molto aggressiva e li ci fu anche una risposta forte da parte dell’opinione pubblica.
Oggi, invece, le mafie hanno cambiato strategia ma sono insediate nel nostro Paese più di prima e, inoltre, non sono più insediate solamente nelle Regioni del Sud ma anche nei territori del Nord. Ci sono molte inchieste che riguardano la Lombardia e l’Emilia e dimostrano che le mafie sono presenti qui e sono insediate stabilmente, non si tratta solo di qualche infiltrazione.

Buona Lettura!

Associazione Democratici per Milano

Difendiamo la vita, aumentiamo la sicurezza
di Giuseppe Lumia e Giuseppe Cucca

L’omicidio stradale finalmente diventa legge. Per troppi anni si è stati passivi di fronte alle stragi che si sono consumate, con tante vite spezzate, anche con mamme, bambini e giovani. Senza dimenticare le lesioni gravi e gravissime che hanno menomato e distrutto per sempre l’integrità fisica di migliaia di persone.
Ben 5 passaggi tra Camera e Senato non lasciavano più spazio alla melina, al tentativo ogni volta di cambiare qualcosa. Il voto di fiducia ha rotto questo immobilismo che finalmente da al nostro Paese uno strumento per colpire con severità i pirati della strada e chi si mette alla guida dell’automobile causando lesioni perchè ubriaco, perchè sotto effetto di droghe o perchè si sono violate le principali e più delicate norme del codice della strada.
La nuova legge è sicuramente perfettibile, ma sono certo che molto si potrà fare e si farà con la riforma del codice della strada, che è già in discussione in Commissione Trasporti. È però certo c’è un cambio di passo. Essa infatti costituirà un deterrente, che contribuirà in maniera determinante alla diffusione di una regola basilare per chi si pone alla guida di un veicolo, con la consapevolezza di avere in mano un mezzo che può rivelarsi un’arma letale: bisogna cioè abituarsi al principio che chi guida non beve e chi beve non guida, è finito il tempo del lassismo.
Le associazioni delle vittime della strada hanno chiesto con forza che il Parlamento arrivasse a questo obiettivo. Oggi questa legge finalmente diventa realtà.

IN PRIMO PIANO

Omicidio stradale: ok definitivo, finalmente è reato

Filippin: Segnata la direzione, ora si vada avanti
Borioli: Senza fiducia irresponsabile slittamento legge
Astorre: Finalmente una legge che definisce il reato
Scalia: Finalmente è legge dello Stato
Zanda: Il problema non è maggioranza ma mancanza di argomenti dell’opposizione
Martini: Basta bugie, voti di Ala superflui
Marcucci: Non dovevo convincere Verdini
Favero: Da oggi mai più pirati strada impuniti

Il provvedimento in pillole
La scheda d’approfondimento

 

Il lavoro cresce: +99mila occupati fissi a gennaio

Zanda: Dati inconfutabili grazie a buon lavoro governo e Pd
Parente: Trend positivo destinato ad aumentare grazie a politiche attive
Marcucci: Chi prevedeva calo occupazione ha sbagliato conti
Cociancich: Soddisfatti per dati su lavoro, positivi grazie a imprese e costanza governo
Astorre: La ripresa è reale. Il Paese ha le carte in regola per uscire definitivamente dalla crisi
Scalia: Riforme governo Renzi determinanti per ripresa mercato del lavoro
Tomaselli: Crescita Paese e ripresa lavoro danno prospettive e futuro a famiglie italiane
Senatori Pd: I dati su lavoro confermano che Italia Riparte
Moscardelli: La politica economica del governo sta dando frutti
Pignedoli: Dati su agricoltura confermano centralità del settore

 

Libia: Due italiani uccisi e Salvini fa lo sciacallo


Sangalli: Penose strumentalizzazioni Lega, moderare toni per rispetto vittime
Martini: Da Salvini parole indegne su Mattarella e Renzi
Maturani: Inqualificabili parole Salvini rivolte a Mattarella e Renzi
Fasiolo: Sa Salvini linguaggio raccapricciante
Del Barba: Da Salvini la frottola del giorno

 

Questa settimana in Senato

Approvato definitivamente con il voto di fiducia il ddl sul reato di omicidio stradale.
Iniziato l’esame del disegno di legge sulla magistratura onoraria e gli uffici dei giudici di pace.

 

Prossima settimana in Senato

Sono previste le comunicazioni del ministro degli Esteri sulla Libia.
In calendario i ddl sulla magistratura onoraria, sulla legge quadro sulle missioni internazionali e sull’istituzione del giorno della memoria per le vittime dell’immigrazione e delle vittime di mafia.

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nioni civili 26 febbraio 2016

Una legge per i diritti di tutti, una legge del Pd
di Luigi Zanda

La legge sulle unioni civili e le convivenze di fatto approvata è una nostra legge. E’ nostro il disegno di legge. Nostra la prima firma con la senatrice Cirinnà. Nostra la volontà di far cessare l’ostruzionismo in commissione. Nostra la volontà di venire in Aula. Nostra la decisione di non correre più rischi continuando ad attendere dai 5 stelle una parola chiara. Nostra gran parte dei voti con i quali la legge è stata approvata.
Questa legge avvicinerà finalmente l’Italia alle democrazie occidentali che da decenni  hanno sconfitto l’omofobia riconoscendo alle coppie omosessuali gli stessi diritti delle coppie eterosessuali e hanno offerto un riconoscimento pubblico alle coppie di fatto.
La storia delle nazioni non è fatta solo dall’economia e dalla politica. Sono soprattutto la cultura e il rispetto dei diritti civili a definire il livello di maturità e di democrazia di un paese. Negli anni sessanta e settanta, il nostro Paese ha attuato grandi riforme e grandi trasformazioni. Erano gli anni della nazionalizzazione dell’energia elettrica, delle leggi dell’università, del servizio sanitario nazionale, dello statuto dei lavoratori, della scuola media obbligatoria. Riforme strategiche e decisive. Eppure, se pensiamo a quegli anni, per prime ci vengono in mente le leggi sul divorzio e sull’aborto. Riforme nate da dibattiti serrati, con grandi travagli su principi e valori, ma che una volta diventate legge dello Stato sono riuscite a riunificare il Paese, a renderlo più maturo. Com’è possibile che, dopo una lotta politica tanto violenta, il divorzio e l’aborto, una volta approvati, abbiano persino rafforzato l’unità sociale del Paese? Perché in tutto il mondo le società si disgregano quando i diritti sono negati e si compattano quando vengono riconosciuti. Questo è il valore della legge sulle unioni civili e sulle coppie di fatto, una legge che due milioni e mezzo di italiani aspettano da decenni. Non importa quanto siano esigue le minoranze. Le discriminazioni, anche di pochi, avvelenano la convivenza civile e umiliano chi le sostiene ancor più di chi le subisce.
Abbiamo dovuto rinunciare alla stepchild adoption per evitare il rischio di perdere tutta la legge o anche solo il pericolo di vederla battuta nei voti segreti. Sarebbe stato un azzardo fidarsi nuovamente del gruppo dei 5 stelle al quale  è bastato ricevere una telefonata per cambiare, dopo due anni di affidamenti, la linea e il voto. Di adozioni il Parlamento tornerà presto a discutere e lo farà, anche questa volta, per iniziativa del Pd.
Ci sono due grandi questioni che la politica ha dimostrato di non saper affrontare. In un tempo nel quale la scienza galoppa, la prima grande questione è quella del rapporto tra scienza e politica. Troppe volte in Parlamento abbiamo sfiorato questo gigantesco nodo, nei dibattiti sulla fecondazione assistita, sul fine vita, sugli ogm e ora sul preteso rapporto tra le unioni civili e la maternità surrogata. Abbiamo molto trascurato lo straordinario interesse nazionale allo sviluppo della ricerca scientifica e il suo impatto sulle nostre vite. Perché, se la ricerca scientifica deve poter godere di tutte le libertà possibili, sarebbe sbagliato non considerare la necessità di prevedere e regolare le sue ricadute sulla società e sulle persone.
Poi c’è la condizione dell’omosessualità nella società italiana, il grado della sua accettazione, del riconoscimento pieno del diritto alla diversità. La nostra è una società matura che, nell’astrattezza del giudizio culturale si dichiara accogliente nei confronti degli omosessuali ma che, spesso, fatica a riconoscere una loro piena cittadinanza e una piena titolarità dei diritti.
Questi nodi irrisolti, il pieno riconoscimento sociale dell’omosessualità e il rapporto tra scienza e politica, sono i due macigni che pesano su tanti nostri dibattiti, che determinano ritardi ed hanno anche frenato in Commissione le “unioni civili” e costretto il governo a intervenire per impedire che ancora una volta perdessimo tutto, ma proprio tutto.

 

IN PRIMO PIANO

Ok del Senato a legge storica per l’Italia

Marcucci: Grazie a ostinazione di Zanda
Cirinnà: Finalmente dignità e diritti
Lumia: Tutti i diritti, nessuno escluso
Finocchiaro: Grazie al Pd, da oggi, più diritti e più vicini all’Europa
Maturani: Traguardo storico grazie a Pd e Governo
Di Giorgi e Lepri: Testo è buon punto di equilibrio
Mirabelli: La svolta storica delle unioni civili
Latorre: Riforma storica. Dibattito troppo inquinato da logiche di partito
Cantini: Diritti veri alle coppie gay, bene il Governo
Favero: Obiettivo centrato, scelta giusta
Fornaro: Passo avanti sulla strada dei diritti
Cantini: Salvi i punti salienti del ddl Cirinnà
Fattorini: Ora subito legge adozioni e reato di maternità surrogata
Moscardelli: Testo equilibrato che esprime unità e non divisioni
Pegorer, Gotor: Fiducia discutibile, ora ddl su adozioni
Fasiolo: Fiducia assicura ok a legge storica
Dalla Zuanna: Voterò la legge anche se non condivido la cancellazione dell’obbligo di reciproca fedeltà
Mattesini: Legge risultato storico ora nostro impegno per adozioni
Valentini: Altro passo avanti per modernizzare il Paese
Puppato: E’ il meglio possibile qui ed ora, basta con opposti integralismi
Verducci: Oggi abbattiamo un muro di discriminazioni
Puglisi: Un’altra riforma che migliora la vita dei cittadini
Pagliari: Siamo a un passaggio storico
Padua: Passaggio storico per nostro paese
Di Giorgi: Trovata sintesi degna di un grande partito plurale
Lepri: Voto in sintonia con orientamento degli italiani
De Biasi: Svolta storica per rispetto persone e tutte le coppie
Senatori Pd Rifare l’Italia: Passo avanti fondamentale per diritti coppie
Filippin: Passo importante per i diritti. Torneremo sull’adozione con la riforma
Fedeli: Un primo passo fondamentale, la nostra volontà riformatrice non si ferma qui
Chiti: Un bel risultato. Camera approvi definitivamente
Pignedoli: Legge storica dopo 30 anni di discussioni

 

Nel dettaglio: cosa prevede la legge punto per punto
Il provvedimento in pillole

Per saperne di più su unioni civili e convivenze di fatto
Lo sai che… Domande&risposte
Infografica

Questa settimana in Senato

Approvato definitivamente con il voto di fiducia il ddl unioni civili.

 

Prossima settimana in Senato

Martedì 1 marzo riunione della conferenza dei capigruppo per stabilire il calendario d’aula

 

 

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