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NEWSLETTER N. 55/2017di Daniela Gasparini.

Newsletter di Daniela Gasparini.
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NEWSLETTER N. 55/2017

6 giugno 2017

TAGLIO VITALIZI PARLAMENTARI…

Taglio dei vitalizi? Ricalcolo delle pensioni dei parlamentari? Un tema che avrei messo in fondo, nelle notizie in breve ma, da una parte ha avuto molto risalto da certa stampa, dall’altra ho firmato già due anni fa la Legge con Matteo Richetti, primo firmatario della proposta di abrogazione dei “vecchi” vitalizi e, in ultimo, sono stata coinvolta in un’intervista giornalistica “a tradimento”… Adesso capisco cosa succede ai miei colleghi parlamentari più famosi quando vengono presi di mira dalla stampa e dal web!

Per quanto riguarda i contenuti, la sintesi è che i vitalizi per i parlamentari in carica sono stati cancellati già nel 2012 e che l’attuale nuova proposta prevede anche per i vecchi parlamentari che il vitalizio si trasformi in pensione contributiva. Questo comporta una riduzione tra il 60 e il 40% dei vitalizi oggi percepiti. Questa è la Legge, questo è quanto abbiamo sottoscritto e votato.

Nel contesto dei casi ci sono però persone che dell’originale vitalizio di un parlamentare deceduto percepiscono un assegno di reversibilità che é il 60% e che, tagliato ulteriormente, porta ad una riduzione drastica: 100 – 40% taglio minimo per la nuova Legge x 60% per la reversibilità = 36. Da qui un mio emendamento (condiviso col relatore e poi votato nel testo base per l’aula, anche M5S) per modulare il taglio a chi ha solo la reversibilità e nessun altro reddito. Da qui anche una mia frase (riportata in un’intervista) che “se il coniuge di un ex-parlamentare deceduto ha anche lui 70 anni non può più fare né la sguattera né il giardiniere per arrotondare un simile improvviso taglio di reddito”.

Apriti cielo! A seguito di questo emendamento, sono stata inseguita dai giornalisti, mi sono beccata un articolo malizioso, ho ricevuto la mia dose di insulti via web, e tutto questo al di là del merito: che si vogliono aumentare i vitalizi (no! solo proteggere la reversibilità di pochi casi); che lo faccio per interesse (no! per me e i miei colleghi oggi in Parlamento il vitalizio non esiste); che i parlamentari sono tutti delinquenti (no! qualche eccezione vale, purtroppo, ma solo come eccezione); che se dico che degli anziani non possono fare né le sguattere né i giardinieri sono classista (no! Io vengo da famiglia operaia e parlavo della gravosità del lavoro).

Al di là del merito dell’emendamento in questione (sul quale torno a parte più sotto) non ero abituata ad accuse personali così forti (e qualcuna pure delirante). Come amministratrice locale, conosciuta ed eletta dai cittadini, lavorando con la stessa passione e dedizione, avevo sempre ricevuto rispetto (pur se non mi facevano mancare critiche dure, Piazza Gramsci docet). In questa situazione a Roma invece, non essendo riconosciuta come “persona”, ho registrato sulla mia pelle quel sentimento generalizzato di aggressività, sfiducia e rabbia verso i parlamentari e le istituzioni che rappresentano. Un sentimento senza progetto sociale, ma cavalcato dai media e da alcune parti politiche.

Certo ci sono stati casi di persone che hanno gettato discredito verso le istituzioni per comportamenti scorretti, ma sono mille volte di più le persone impegnate nella politica che – ieri e oggi – hanno fatto del mandato dei cittadini un impegno totalizzante, onesto e utile al servizio della comunità di cui sono, di fatto, i rappresentanti.

Purtroppo, ancora una volta, siamo alla metafora de “La scuola dei dittatori” di Ignazio Silone: “Se voi mirate al successo, dovete attenervi a questa regola: dovete gettare il discredito sul sistema tradizionale dei partiti e sulla stessa politica, renderli responsabili di tutti i mali della patria e aizzare contro di essi l’odio delle masse”.

Mentre sto scrivendo é la vigilia della Festa della Repubblica e penso che occorra veramente trovare il modo per ridare slancio alle nostre istituzioni democratiche, affinché siano sempre il luogo della sintesi, della mediazione e della tutela di interessi contrapposti. È quanto abbiamo provato a realizzare anche con questa proposta di Legge sui vitalizi (che ha l’obiettivo di tagliare privilegi) e, quando la Legge andrà in aula tra un mese, sarà mio impegno verificarne con Richetti i passaggi e riformulare in maniera più chiara gli emendamenti (che hanno l’obiettivo di equilibrare i tagli) anche alla luce delle osservazioni ricevute, tolta la malizia.

Daniela

Per approfondire:
– Vi allego il mio comunicato stampa pubblicato da ANSA e una lettera aperta che ho scritto alle persone attive nella politica locale a Cinisello Balsamo.

– Allego un articolo di Michele Carugi dal Blog de “Il Fatto Quotidiano” che esprime il senso etico di questo dibattito (e porta un esempio proprio sul tema vitalizi).

VITALIZI: COSA ABBIAMO APPROVATO IN COMMISSIONE

La Legge in tema “vitalizi” mette mano in modo drastico su quei “diritti acquisiti” che, in alcuni casi, al di là delle strumentalizzazioni, si potevano veramente interpretare come “privilegi”. Vale la pena di ricordare qualche altro punto della Legge.

  • Si passa dal sistema retributivo a quello contributivo retroattivamente, sia per i parlamentari sia per i consiglieri regionali.
  • Dal 30 gennaio 2012 i vitalizi sono aboliti e sostituiti dal trattamento previdenziale contributivo (lo stesso trattamento in vigore da quella data, per tutti i lavoratori come prevede la Legge Fornero), moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione relativo all’età del deputato al momento del conseguimento del diritto alla pensione.
  • La trattenuta mensile obbligatoria è di 1.000 Euro al mese per ogni parlamentare.
  • Dal 2012 viene meno la possibilità di integrare con una contribuzione volontaria il minimo obbligatorio di 5 anni di versamenti e, qualora la legislatura si sciolga anticipatamente, si perde anche la possibilità di chiedere la restituzione di quanto versato.
  • Il taglio previsto varia dal 40% al 60% sui vitalizi già percepiti o da percepire dai parlamentari delle precedenti legislature.
  • La modifica retroattiva del sistema di calcolo (da retributivo a contributivo) delle pensioni parlamentari in essere sarà peraltro vagliata dalla Corte Costituzionale. In effetti ci sono dei delicati parallelismi formali con la maggioranza delle pensioni che in Italia sono calcolate col sistema misto retributivo/contributivo.

Per approfondire:
Disciplina dei vitalizi dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali

LE PENSIONI IN ITALIA

Sempre in tema di pensioni, molto è stato fatto per rendere più equo (e sostenibile) il sistema pensionistico di tutti i lavoratori italiani. Per sintetizzare il quadro d’insieme allego una spiegazione delle iniziative intraprese in questa legislatura a tutela dei pensionati italiani, mettendo in evidenza “l’eredità della passata legislatura” che, per garantire la sostenibilità di lungo periodo del sistema pensionistico, ha modificato i requisiti per l’accesso ai trattamenti pensionistici.

Per approfondire:
Scheda sintetica di approfondimento
Per visionare in dettaglio le Leggi adottate potete approfondire qui

MANOVRA DI BILANCIO

Con 218 voti a favore e 127 contrari la Camera dei Deputati ha dato via libera al maxi emendamento al disegno di Legge di conversione della così detta “manovra correttiva” da 3,4 miliardi di Euro approvata con D.L. 24 aprile 2017, n. 50 e recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo e, nella specie, sul testo già varato dalla commissione Bilancio della stessa Camera.

Il provvedimento è passato ora a Palazzo Madama che, visti i tempi per la conversione del decreto del Governo, lo approverà così come é stato approvato dalla Camera quasi sicuramente con la fiducia entro il 13 giugno.

Il testo approvato dalla Camera ha fortemente modificato il testo predisposto dall’esecutivo Commissione Bilancio della Camera. Di seguito una sintesi delle materie trattate nel decreto:

  • misure per facilitare la cartolarizzazione dei crediti deteriorati ed escludere i fondi pensione dal rischio bail-in (senza tuttavia includere le Casse di previdenza);
  • soppressione degli studi di settore e contestuale introduzione (per 3,5 milioni di contribuenti) degli indici di affidabilità fiscale;
  • eliminazione delle monetine da 1 e 2 centesimi;
  • prestito ponte per Alitalia in amministrazione straordinaria, innalzato da 300 a 600 milioni di euro per un semestre;
  • stabilizzazione dei precari della scuola, mediante incremento dei fondi già stanziati nella Legge di Bilancio;
  • nuova regolamentazione del lavoro accessorio, inteso come misura alternativa ai voucher;
  • possibilità per gli incapienti di cedere a terzi (compresi istituti bancari e finanziari) l’ecobonus per i condomini;
  • riformulazione dei parametri Ace (Aiuto alla crescita economica) con una rimodulazione del coefficiente su cui calcolare la base Ace, e che non sarà più sull’ultimo quinquennio;
  • clausole di salvaguardia fiscale fissate, seppure in forma in parte ridotta, al 1° gennaio 2018, ma per un importo pari a 15,2 miliardi di euro, anziché 19,6;
  • competenza ai Comuni in tema di circolazione dei risciò;
  • ripristino dei poteri dell’Anac, già limitati col provvedimento correttivo del Codice degli Appalti;
  • pensione anticipata per i giornalisti;
  • 15 milioni di euro destinati a misure per l’integrazione dei soggetti stranieri emarginati, quale risposta “umanitaria” al degrado che subiscono i migranti;
  • determinazione degli step per l’operazione di fusione per incorporazione dell’Anas nelle Ferrovie dello Stato;
  • istituzione di un Fondo a sostegno delle mense scolastiche dove si consumeranno prodotti biologici;
  • permesso alla costruzione di alloggi non residenziali negli stadi, a servizio degli atleti;
  • fondi per il Teatro Eliseo di Roma, che passano da 2 a 4 milioni di euro, per gli anni 2017 e 2018;
  • proroga di 12 mesi di mobilità, limitata alle aree di crisi industriale complessa;
  • taglio di almeno 25 giorni nei tempi di erogazione dei rimborsi Iva, ed in specie quelli legati allo split payment;
  • gli immobili terremotati, soggetti a interventi di restauro o risanamento, potranno essere variati nella destinazione d’uso.

Per approfondire:
Dossier della Manovra

MONICA CHITTÒ, UNA GARANZIA PER SESTO S. GIOVANNI

Cinisello Balsamo e Sesto San GIovanni sono state sempre città molto unite, non solo politicamente ma soprattutto per la storia comune del territorio del Nord Milano e dei suoi abitanti. Sesto é la città che dava lavoro a migliaia di cittadini di Cinisello Balsamo ed è la storia dei lavoratori della Breda, della Falck, è una storia comune. Anche per questo sono particolarmente attenta al destino politico/istituzionale di Sesto.

Come molti sanno la Sindaca Monica Chittò si ricandida per la seconda legislatura a Sesto S. Giovanni e non ho dubbi che sia la persona giusta per governare la città, perché l’ha dimostrato nei cinque anni appena trascorsi e perché il programma che ha presentato é la dimostrazione che Monica é una persona che unisce sensibilità sociale e culturale a una grande esperienza e concretezza amministrativa.
IL MIO È UN INVITO A VOTARE E A FAR VOTARE MONICA CHITTÒ PERCHÉ È UNA GARANZIA PER I SESTESI, PERCHÉ È UN RIFERIMENTO PER TUTTI NOI ABITANTI DEL NORD MILANO, PERCHÉ L’IMPEGNO DI MONICA NELLA RIQUALIFICAZIONE E SVILUPPO DELLE AREE EX-FALCK È UNA SOLIDA SPINTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO E PER L’OCCUPAZIONE.

LEGGE ELETTORALE

Molti commentatori scommettevano che questo Parlamento non avrebbe mai fatto una Legge elettorale, nonostante il forte richiamo del Presidente della Repubblica per dare omogeneità alle leggi per l’elezione di Camera e Senato. Invece c’é stata una convergenza tra PD, M5S, Lega e Forza Italia su una proposta di Legge proporzionale che però mantiene i collegi e quindi un rapporto tra eletto e cittadini. È un compromesso, ma istituzionalmente é un segnale positivo perché abbiamo sempre auspicato che le regole siano definite con la più ampia rappresentanza politica possibile.

Dal punto di vista politico restano dubbi che questa Legge elettorale dia garanzia di stabilità. Ma avendo gli italiani detto NO alla riforma della costituzione, anche l’Italicum che prevedeva il ballottaggio e quindi certezza di un vincitore e di un governo stabile è morto con il 4 dicembre. C’è solo da augurarsi che chi ha votato NO, oggi non si metta a criticare questo risultato.

Dopo tre giorni in Commissione Affari Costituzionali, sabato e domenica compresi, approdiamo adesso alla Camera con un testo approvato a larga maggioranza, suscettibile di piccole modifiche durante il confronto in aula. Quindi vedremo il testo integrale a partire dalla prossima settimana.

Ma come funziona la nuova Legge elettorale?

CAMERA:

  • 28 circoscrizioni con liste da 2 a 6 candidati per ogni partito e 225 collegi uninominali.
  • L’attribuzione dei seggi alle liste avviene su base nazionale.
  • Non sono ammesse al riparto dei seggi le liste con meno del 5% di voti.
  • I seggi spettanti a ciascuna lista in ogni circoscrizione, sono assegnati prima ai vincitori di collegio e dopo ai candidati delle liste circoscrizionali.
  • I candidati del listino proporzionale circoscrizionale non potranno essere inferiori a 2 e superiori a 6 (è un tema suscettibile di modifica durante il voto della Legge in aula).
  • I collegi sono di circa 200.000 cittadini e sono gli accorpamenti di città (collegi) già disegnati dalla Legge Mattarella. Questo per evitare che si possa pensare che i deputati si siano disegnati i collegi a propria misura.

SENATO:

  • 20 regioni per 112 collegi uninominali (il Senato per Costituzione deve avere un riparto regionale);
  • L’attribuzione dei seggi é su base regionale;
  • Non sono ammesse al riparto dei seggi le liste con meno del 5% di voti su base nazionale e il 20% su base regionale;
  • Come per la Camera si assegnano prima i collegi uninominali e poi i candidati del listino proporzionale.

L’elenco dei Collegi non è definitivo, sarà aggiornato in aula.

Per approfondire:
Allego dossier dell’ufficio studi della Camera che spiega la Legge elettorale così come l’abbiamo definita in commissione, ma deve essere ancora votata dall’aula quindi, prima di dire gatto… occorre aspettare il voto di Camera e poi Senato.

#indifesadelfuturo

Ho partecipato a Roma alla fiaccolata di protesta contro la decisione di Trump di cancellare gli accordi sulla tutela dell’ambiente e del clima e per ribadire che l’Italia e l’Europa sono invece impegnate a salvaguardare la nostra Terra e le future generazioni.

#indifesadelfuturo

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