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Daniela Gasparini

 

 

 

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NEWSLETTER N. 49/2016

22 novembre 2016

PER NON PENTIRCI IL GIORNO DOPO COME GLI AMERICANI E GLI INGLESI…

Questa lunghissima campagna referendaria sta per finire, il giorno 4 dicembre i cittadini diranno quello che vogliono per il proprio Paese. Il confronto è stato poco centrato sul contenuto del Referendum, capisco che non è materia facile e poi (ahimè e ahinoi) la Costituzione è poco conosciuta dagli italiani. Si sono sentite più spesso e fin troppo false speculazioni politiche e personali di molti politici di lungo corso. Oppure sinceri ma teorici richiami a radici ideologiche.

La mia tristezza è, che di fronte a tanta confusione, pochi voteranno un Sì o un NO ragionato con la testa. Molti altri non andranno a votare o, peggio, voteranno NO solo come un grido di riscatto dalle oggettive difficoltà che trovano nella vita quotidiana. Un grido legittimo ma fuori campo. È la moda del “vaffa…” come sintesi dei ragionamenti di pancia.
E peggio ancora è che tutto questo viene strumentalizzato da una accozzaglia di partiti. Un’armata brancaleone che è unita a dire NO, ma incapace di rappresentare una credibile alternativa di Governo. Che ci azzecca M5S con Lega Nord? O Sinistra Italiana con Fratelli d’Italia? E la confusione di Forza Italia, che prima condivide e scrive con il PD la riforma, la vota tre volte e poi dice NO? E poi ci sono coloro, come purtroppo Bersani e d’Alema, che con il NO intendono solo anticipare il congresso del Partito Democratico.

Il mio vuole essere un invito a ripensare ancora una volta ai pro e ai contro dei contenuti e dell’impatto diretto della riforma.

Il Paese sta sollevando la testa da 8 anni molto difficili per l’economia e il lavoro. E la sta sollevando lentamente perchè siamo ancora poco credibili agli occhi dell’Europa e del resto del Mondo a causa del grande debito pubblico accumulato negli anni in cui, senza vincoli e con un’elezione politica ogni 13 mesi, i governi promettevano più di quanto si poteva. In questi ultimi 3 anni stiamo rimontando. Con la legge di Bilancio dello Stato riusciamo finalmente a stabilizzare gli investimenti pubblici e cominciamo a ridurre le tasse. I mercati e l’Europa ci stanno ridando credito per le riforme messe in campo: jobs act, riforma della Pubblica Amministrazione, diversi interventi sulla scuola, sostegno al lavoro e alle imprese e, ultima e attesissima, la Riforma Costituzionale.

Votare NO vuole dire mettere di nuovo a rischio la credibilità dell’intero Paese perchè questa riforma costituzionale ha come obiettivo prioritario la semplificazione del modo di prendere decisioni nel nostro Paese, riducendo la frammentazione e la confusione di ruoli. Dire NO vuole dire tornare indietro, è come confermare che non si vuole cambiare e che l’instabilità, il consociativismo e il particolarismo sono i tratti caratteristici di questo Paese.

Ma voi investireste in un Paese dove le regole non sono mai chiare? Dove ogni 13 mesi (il tempo medio di un Governo in Italia) cambiano gli interlocutori? Quello che è successo nel 2012 e che potrebbe succedere ancora è che di fronte ad un Paese “ballerino”, “litigioso” e “immobile” (così ci hanno descritti) il costo del denaro risale alle stelle aumentando il debito pubblico e il costo degli interessi da pagare e riducendo conseguentemente le risorse per investimenti e servizi nazionali. Chissenefrega? Beh, occhio, lo Stato non è Renzi, siamo noi 60 milioni di Cittadini.

In realtà la riforma aiuta a rafforzare e rendere più trasparente il governo democratico e quindi la credibilità del Paese. Per quanto mi riguarda la sintetizzo in pochi obiettivi:

  • Obiettivo 1: avere due Camere con compiti differenti. Una che rappresenta la nazione e l’altra che rappresenta i governi locali. La prima (Deputati) ha la responsabilità di far funzionare lo Stato ed è eletta dai cittadini, la seconda (nuovo Senato) di far funzionare Regioni e Enti Locali e per far questo deve essere composta da chi sta governando, guarda caso, le Regioni e gli Enti Locali (consiglieri regionali e sindaci). Questa scelta comporta anche la riduzione da 315 a 100 poltrone (e un criterio uguale per tutti d’indennità retributiva).
  • Obiettivo 2: superare la confusione di competenze e di ruoli tra Stato e Regioni che porta a sterili conflitti (276 contenziosi all’anno), a mancate risposte ai cittadini, alla frammentazione e a differenti opportunità tra cittadini di diverse regioni.
  • Obiettivo 3: aumentare le garanzie con l’innalzamento del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica (non potrà più essere eletto dalla sola maggioranza ma sarà necessario condividere la scelta con le minoranze).
  • Obiettivo 4: aumentare gli strumenti della partecipazione dei cittadini inserendo in Costituzione il referendum propositivo e l’obbligo di risposta per le leggi di iniziativa popolare.

Io mi auguro che in questi pochi giorni che ci separano dal voto prevalga l’orgoglio di essere italiani e – lasciando alle spalle giudizi sul Governo e su Renzi – ci si domandi “ma questa riforma può essere utile al nostro Paese?”. Sono sicura che si può dire SÌ.

Con affetto,
Daniela

I MIEI VIDEO PER IL SÌ

Ho fatto e sto facendo molti confronti e assemblee sulle ragioni del SÌ e del NO per il Referendum Costituzionale. Da qui l’idea di rispondere in maniera semplice e telegrafica, con degli spot-video, in merito a domande frequenti che mi sono fatte dai cittadini, durante gli incontri o ai mercati di Cinisello Balsamo…

I video stanno uscendo su Facebook, uno al giorno. Qui sotto il link dei primi 10.01 – Voti per far dispetto a Renzi?
02 – Pensi che votare sia inutile?
03 – Pensi che la Costituzione “non si tocca”?
04 – Pensi che l’articolo 70 non sia chiaro?
05 – Pensi che le regioni avranno meno potere?
06 – Sì, perché l’iter delle leggi sia più chiaro
07 – Pensi che gli articoli modificati siano troppi?
08 – Pensi che si rischi una dittatura?
09 – Ma la riforma è di Renzi o degli italiani?
10 – Ma una riforma può essere perfetta?

BILANCIO DELLO STATO: LE NOVITÀ

La Legge di Bilancio è alla Camera ed è prevista la votazione a partire dal giorno 24 novembre, in questi giorni la Commissione Bilancio è impegnata a verificare le migliaia di emendamenti presentati.

È un Bilancio che affronta molti nodi e problemi e che interviene per rilanciare la produzione e il lavoro. I punti più innovativi riguardano le pensioni, gli sgravi contributivi per chi assume giovani, tasse più basse per le imprese, agevolazioni fiscali per chi investe in ricerca e innovazione; produttività e welfare; lotta alla povertà; università e ricerca; diritto allo studio; lavoro autonomo. Su questi punti potete approfondire i contenuti con le presentazioni nei link che vi allego sotto ciascuna super-sintesi:

  • DIRITTO ALLO STUDIO: si favorisce l’accesso all’università degli studenti in condizioni economiche più deboli; si rafforza il diritto allo studio con 50 milioni in più alle Regioni; si finanziano con 15.000 euro l’anno 400 migliori studenti in condizioni economiche deboli.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • IL NUOVO FISCO E IL SUPERAMENTO DI EQUITALIA: dal 30 giugno 2017 le società di riscossione del Gruppo Equitalia sono cancellate; si favorisce il contribuente con servizi che lo aiutano a pagare le tasse senza vessazioni.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • FINANZIAMENTI A RICERCA E UNIVERSITÀ: un finanziamento aggiuntivo di 270 milioni per i migliori 180 dipartimenti universitari; diventano strutturali gli incentivi fiscali per il rientro di ricercatori e docenti dall’estero; viene dato un fondo di ricerca di 3.000 euro al 60% dei ricercatori e il 20% dei professori associati.
    Approfondisci con la scheda lettura
  • IRES, IRI, INDUSTRIA 4.0 E PACCHETTO “ATTRAZIONE”: Ires: riduzione del prelievo per imprese medio- grandi dal 27,5% al 24%; Iri: riduzione del prelievo fiscale sulle piccole imprese (dall’IRPEF fino al 43% all’IRI 24%); contabilità di cassa: semplificazione per le piccole imprese tassate in base agli incassi e spese e NON in base ai crediti, debiti, magazzino.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • CONTRASTO ALLA POVERTÀ ASSOLUTA ED EDUCATIVA: incremento del Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale; con quanto stanziato nel 2016 più ASDI e Social Card, i finanziamenti per il 2017 saranno di 1 miliardo e nel 2018 di 1,5 miliardi; in parallelo il Fondo contro la povertà educativa in concorso con le fondazioni bancarie ed il forum terzo settore, ha aperto i primi bandi www.conibambini.org
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • PARTITE IVA: scende di 8 punti il cuneo contributivo per free-lance e nuove professioni. L’aliquota contributiva della gestione separata INPS dal 2017 scende al 27% (più lo 0,72% per prestazioni assistenziali).
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • EQUITÀ E FLESSIBILITÀ PENSIONI: a partire da chi ha 74 anni, riduzione delle imposte sulle persone fisiche per i redditi di pensione; aumento delle pensioni a importo basso; cumulo gratuito dei periodi contributivi; flessibilità in uscita APE
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • SGRAVI CONTRIBUTIVI ASSUNZIONE GIOVANI: decontribuzione per le aziende che assumono giovani dopo uno stage post-diploma o post-laurea. Sgravio di 3 anni del 100% fino a un massimo di 3.250 euro.
    Approfondisci con la scheda lettura.
  • PRODUTTIVITÀ E WELFARE CONTRATTUALE: aumenta la detrazione del salario di produttività; promuove l’integrazione del welfare aziendale alle forme del welfare pubblico.
    Approfondisci con la scheda lettura.

NOVITÀ PER UN FISCO SEMPLICE

È stato approvato alla Camera il decreto fiscale, collegato alla legge di bilancio, che rende il rapporto tra fisco e cittadini semplice e collaborativo. Il provvedimento prevede l’abolizione di Equitalia con la possibilità di rottamare le cartelle esattoriali e abolisce gli “studi di settore”.

Approfondisci con il Dossier

DIRIGENTI PUBBLICI

Sono stata Relatrice del decreto di attuazione della Legge di Riforma della Pubblica Amministrazione relativa ai dirigenti pubblici, un compito difficile ma anche entusiasmante perché sono più di 25 anni che si mira alla progressiva modernizzazione della dirigenza pubblica, per attuare i programmi nel merito delle questioni e liberi da ogni affiliazione politica.

Non c’è dubbio che molti passi in avanti sono stati fatti dagli anni 90 fino ad oggi, e la dirigenza pubblica già in questi anni ha acquisito una nuova diversa identità più rivolta all’efficacia e al merito che alla forma. Ma c’è ancora molto da fare. Oggi serve una classe dirigente pubblica capace di affrontare la rapidità dei cambiamenti, le sfide dell’Europa e le modifiche necessarie nell’organizzazione delle istituzioni per stare al passo con innovazione e tecnologie.

Il mio lavoro delle ultime settimane è stato quello di ascoltare i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei dirigenti, gli enti locali, Raffaele Cantone, attendere il parere del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata Stato, Regioni e Città e poi redigere un parere per migliorare e integrare l’atto del governo. Adesso il Consiglio dei Ministri dovrà, entro il 27 novembre, riscrivere il decreto tenendo conto in via prioritaria delle condizioni indicate dal parere e votate dalla commissione. 

Approfondisci

PERIFERIE DELLE CITTÀ

Con lettera della Presidente della Camera Laura Boldrini, sono stata chiamata a far parte della commissione di inchiesta “sul degrado delle città e delle loro periferie”. Saremo 20 deputati e avremo tempo 1 anno per riportare alla Camera i risultati della nostra inchiesta e per presentare proposte per affrontare nuove e diverse realtà urbane. Sono contenta di rendermi utile su questo tema, avendo lavorato molto da ex-Sindaco per migliorare la qualità edilizia, urbana e sociale delle periferie della mia città. Ma so che il concetto di “periferie delle città” è radicalmente cambiato in questi ultimi anni. Se negli anni 70 erano i quartieri di case popolari costruite con materiali “poveri” e ai margini della città storica, oggi ci sono “periferie” anche nel cuore delle città storiche e il tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei nuovi immigrati si coniuga con problemi di convivenza civile. Un tema sulle prime pagine in questi giorni anche a Milano.

Il 24 novembre c.m. si insedia la commissione, vi terrò aggiornati. Vi allego per ora il testo approvato dalla Camera con compiti e funzioni di questa Commissione d’inchiesta.

Approfondisci.
Guarda la mia nomina.

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Newsletter di Daniela Gasparini

NEWSLETTER N. 41/2016

4 marzo 2016

UNIONI CIVILI: VINCE L’AMORE MA IL TEMA RESTA CALDO

La Legge sulle Unioni Civili è di quelle che cambiano profondamente la storia e la cultura di un Paese. L’Italia è in ritardo nel prendere atto di alcuni grandi cambiamenti della società: siamo uno degli ultimi Paesi in Europa a dotarsi di una Legge in merito a diritti e doveri delle coppie omosessuali.

Questa Legge è stata accompagnata da surreali discussioni in Senato, da manifestazioni di piazza, da grande dibattito pubblico. La proposta di Legge alla fine è stata approvata perché il Governo ha posto la fiducia, evitando che con i voti segreti se ne stravolgesse il senso.

Si è pagato un prezzo a tutto ciò: non è stato mantenuto l’articolo che prevedeva l’adozione del figliastro da parte del partner in Unione Civile. Comunque, avere una Legge sulle Unioni Civili permetterà ai giudici di garantire nei fatti questa possibilità, mettendo sempre al centro il bambino già nato.

Quello che conta, ha detto Matteo Renzi, è che tutti si sentano meno soli, più comunità. Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ma, nonostante che siamo in dirittura di arrivo di una Legge attesa da 20 anni (la Camera l’approverà velocissimamente), le polemiche sovrastano il valore del risultato: perché ha votato anche Verdini, perché manca la “stepchild adoption”, perché si apre all’utero in affitto.

Sul piano politico, io considero positivo che i senatori di ALA abbiano votato la fiducia sulla Legge Unioni Civili e non vedo che questo voglia dire che entreranno organicamente in maggioranza. Sulle adozioni la risposta è stata già data: si discuterà una nuova proposta per mettere mano a una realtà che, invece di favorire le adozioni (anche quelle “normali”), le rende difficili e, in questo contesto, affronteremo il tema dell’adozione del figlio del partner.

Sugli aspetti etici, è inevitabile (e giusto, dico io) che questi temi aprano a riflessioni (e conflitti) di più largo respiro, specialmente quando il bambino non è già lì (stepchild) ma viene “creato” con l’ausilio della tecnologia. Questo tema è rimasto caldo, caldissimo. Sono rimasta colpita da un articolo di Giuliano Ferrara da cui leggo:
“Il fatto che due maschi o due femmine decidano la filiazione per maternità o paternità surrogate […] ed entrino in azione e si procurino i mezzi per essere creatori di sé stessi, e li usino senza tentennamenti, non è cosa da niente, non è scontato, è ormai facile da fare ma tuttora difficile da pensare […]”

E, in tema di utero in affitto (comunque proibito in Italia), Giuliano Ferrara mette in crisi anche le femministe della prima ora come me, aggiungendo:
Mentre i due papà e la madre surrogata […] sono parte di un atto creativo della volontà soggettiva, un atto sottomesso a regole e contratti definiti dall’uomo moderno, in questo caso con la speciale e discutibile funzione riproduttiva di una donna che affitta il proprio corpo. Le parti in commercio fanno uso di sé, per evocare la proibizione etica di Emanuele Kant, come strumenti, come mezzi e non come un fine.”

Bene, mi sa che ne riparleremo, ed è giusto che sia così…

Daniela

Per approfondire:
Unioni Civili per punti

#VENTIQUATTRO

Sono passati ventiquattro mesi di governo Renzi. Molti i risultati positivi, ma siamo consapevoli che c’è ancora tanto da fare per consolidare la crescita stabile del Paese: la riduzione del debito pubblico, la riduzione dell’evasione fiscale, la certezza di un lavoro, minori differenze tra sud e nord del Paese, un diverso rapporto con l’Europa e una diversa Europa.

Ma i numeri di questi primi due anni sono molto incoraggianti, e sono numeri, non opinioni. Vi suggerisco di leggerli nella finestra qui sotto:

• La disoccupazione è scesa dal 13,1% all’11,4%

• Il PIL è passato dal -1,9% al +0,8% (nonostante la crisi cinese…)

• L’arretrato dei processi civili è passato da 5,6 milioni di pratiche a 4,2 milioni

• I decreti attuativi da approvare sono passati da 889 a 216

• Il costo titoli stato decennali sono passati dal 3,74% all’1,70%

• Le ore di cassa integrazione sono scese da 1.115 milioni a 677 milioni

• I visitatori ai musei sono saliti da 38,4 milioni a 42,9 milioni

• Gli italiani che ricevono 80 Euro in più al mese sono 10,4 milioni

• 19,1 milioni di italiani non pagheranno la tassa sulla prima casa

• Il recupero dell’evasione è di 14,5 miliardi di euro

• I mutui sono passati da 19 miliardi a 49,8 miliardi

• Le automobili prodotte sono passate da 388.000 a 675.000

• Gli investimenti stranieri in Italia sono passati da 12,4 miliardi a 74,7 miliardi

• I fondi per il sociale sono passati da 1,8 miliardi a 3,4 miliardi

• Cantieri per edilizia scolastica da 220 milioni a 1.512 milioni

Sanità da 106,4 miliardi a 111 miliardi

• Copertura banda ultra larga dal 12% al 42%

• 1,4 milioni di italiani inviano la dichiarazione redditi precompilata

• 23,2 milioni di fatture non sono più cartacee ma digitali

“MILLEPROROGHE”:
IL MIO PUNTO DI VISTA COME RELATORE

Sono spesso relatrice in Commissione di moltissimi provvedimenti e i più disparati (gli ultimi due riguardavano trattati internazionali con Mongolia e Armenia, peraltro importanti). Ma non avevo mai fatto la relatrice a un provvedimento di grande portata come il cosiddetto “Milleproroghe”. Mettere mano a questo decreto (al quale spero di aver contribuito positivamente col mio senso pratico da ex-sindaco) mi ha fatto rilevare i passi in avanti fatti rispetto a situazioni analoghe precedenti: le proroghe sono state numericamente di meno rispetto al passato, a testimonianza di una migliore efficienza dello Stato; e molte “proroghe” non sono (solo) ennesime “dilazioni all’italiana” ma lavori di “manutenzione” applicativa delle Leggi, utili a livello amministrativo locale.

Per approfondire:
Milleproroghe Comunicato Gasparini
Milleproroghe Dossier PD

VERGOGNA LOMBARDIA

Io dico sempre che sono orgogliosa di vivere in Lombardia perché qui è evidente la creatività, l’ingegnosità, la capacità imprenditoriale, la presenza del volontariato, la solidarietà e la partecipazione a valori e caratteristiche che sono motore della ricchezza della Regione. Perciò soffro quando le istituzioni sono coinvolte in scandali perché é un discredito nei confronti di quelle migliaia di persone che dedicano il loro tempo alla politica per il bene comune. Quando poi succede nella “mia” Regione mi offendo come cittadina, perché é un doppio tradimento ad un popolo che ha come motto “lavoro e cuore”.

L’ennesimo scandalo sulla sanità che coinvolge il Governo Regionale preoccupa perché già la precedente legislatura fu travolta da scandali che colpirono il sistema sanitario regionale (San Raffaele e Maugeri) e, nonostante l’impegno di Roberto Maroni di fare pulizia (vi ricordate le scope verdi?) siamo di fronte a un susseguirsi di episodi che gettano la Lombardia in cattiva luce:

  1. a giugno 2015 é stato rinviato a giudizio persino Roberto Maroni, il suo staff e l’ex-segretario regionale per “mala gestione” ed il processo sarà celebrato a breve;
  2. in ottobre 2015 la Procura di Milano ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per il vice-presidente della Giunta Regionale nonché Assessore alla Sanità Mario Mantovani, per reati di concussione e corruzione; nel procedimento é stato coinvolto anche l’Assessore Regionale Massimo Garavaglia;
  3. a febbraio 2016 è la Procura di Monza ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare per il presidente della Commissione Sanità Fabio Rizzi, in un quadro in cui gli indagati sono definiti “incuranti degli interessi pubblici sacrificabili in ragione del proprio interesse”.

Una vera tristezza. É preoccupante vedere che la promessa di Roberto Maroni, di fare pulizia, cosa in teoria anche più facile per un ex-Ministro degli Interni, sia fallita. Il “cambio di passo” non si è visto; sembra anzi che ci sia diffusa illegalità nel “sistema regione”.

In una fase delicata per le difficoltà economiche e sociali che la Pubblica Amministrazione deve affrontare, occorrono persone con la massima autorevolezza per gestire un’istituzione così importante come la Regione Lombardia. Roberto Maroni, suo malgrado, ha perso di credibilità, e per questo condivido la richiesta di sfiducia presentata dal Gruppo del Partito Democratico in Regione Lombardia, anche se respinta dalla maggioranza. Come parlamentari della regione Lombardia abbiamo chiesto un incontro con il ministro Lorenzin e abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare.

Per approfondire: Mozione di sfiducia a Maroni

CONFLITTO D’INTERESSI

Nel nostro Paese il problema del conflitto tra interessi pubblici e privati è stato al centro del dibattito pubblico per oltre un decennio con riferimento a Silvio Berlusconi, contemporaneamente titolare delle massime cariche pubbliche e proprietario di quote in grandissime aziende private nel settore assicurativo, sportivo, edile, editoriale.

La situazione di Berlusconi non venne considerata formalmente motivo di conflitto d’interessi perché egli non risultava “titolare” delle attività di cui deteneva le azioni, così come distingueva la Legge del 1957. E tutto ciò nonostante che il Parlamento Europeo al paragrafo 38 della risoluzione del 20 novembre 2002 deplorasse che “in particolare in Italia, permane una situazione di concentrazione di potere mediatico nelle mani del Presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d’interessi”.

Solo con la Legge Frattini del 2004 si è ripreso il tema ma limitandolo sostanzialmente all’obbligo di astensione dal voto da parte di chi si trova in conflitto d’interessi. La Legge ora approvata alla Camera interviene più sostanzialmente sul tema del conflitto d’interessi, individuando un sistema d’incompatibilità più stringente rispetto la normativa vigente e prevedendo i casi in cui per poter accedere a una carica di governo nazionale occorre accedere alla gestione fiduciaria o alla vendita del proprio patrimonio. Tutto ciò vale anche per i titolari di cariche regionali, membri del parlamento, consiglieri regionali, componenti delle autorità indipendenti.

Per approfondire: Dossier Conflitto d’interessi

8 MARZO: COS’È CAMBIATO PER LE DONNE

Tra pochi giorni la Giornata Internazionale della Donna sarà ancora una volta l’occasione per parlare dei ritardi sulla strada delle pari opportunità tra uomo e donna, ma anche per far conoscere le conquiste che, anche a partire dalla volontà e impegno delle donne parlamentari, si sono fatte per far crescere la cultura del rispetto della diversità, della tutela della maternità, della lotta alla violenza sessuale. Una società sempre più giusta è un obiettivo che serve anche al benessere di tutti gli uomini ed è un motivo di speranza per una società più rispettosa, solidale e coesa. In questa legislatura sono stati 25 i provvedimenti che ad oggi hanno cercato di colmare il deficit di opportunità tra uomo e donna. La scheda che vi allego li descrive e giustamente è intitolata “Un Paese per Donne e Uomini”.

Per approfondire: Un Paese per donne e uomini

OMICIDIO STRADALE

Il reato di “omicidio stradale” é Legge. Chi provocherà incidenti e morti, perché sotto effetto di alcool e droghe, sarà perseguibile con pene fino a 12 anni, con un massimo di 18 anni di carcere con le aggravanti.

Per approfondire:
– Omicidio stradale, i punti chiave
– Introduzione dei reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali

IN BREVE

VOTO ELEZIONI AMMINISTRATIVE
Ho presentato una proposta di Legge per consentire il voto, limitatamente alle elezioni amministrative nei Comuni, anche agli stranieri residenti da almeno 5 anni. Dopo l’incontro tra il candidato del centro destra Parisi e quello del centro sinistra Sala con la comunità cinese, ho rilanciato il tema con il comunicato allegato. La logica è semplice: chi lavora qui con noi contribuisce a costruire le strutture sociali e quindi può e deve partecipare anche alle scelte amministrative.
Comunicato stampa

METROPOLIS
Mi ha intervistato il giornale on-line Metropolis per conoscere il mio punto di vista sulle priorità di Cinisello Balsamo e della sua Amministrazione. Per chi fosse interessato qui trovate l’articolo.

 

TOUR REGIONE LOMBARDIA
Il 4 marzo il Gruppo Regionale della Lombardia incontra i cittadini a Cinisello Balsamo, in Villa Ghirlanda alle ore 21. Saranno presenti: Alessandro Alfieri, segretario regionale PD nonché consigliere regionale; Sara Valmaggi, vice-presidente consiglio regionale; Enrico Brambilla, capogruppo PD in consiglio regionale.

FUNERARIO
Cimiteri, funerali, imprese funebri, cremazioni sono i temi trattati dalla Legge che ho presentato alla Camera per mettere ordine a un settore che ha bisogno di nuove regole per assistere e tutelare tutti i cittadini italiani in queste circostanze dolorose e inevitabili. Ne parliamo il giorno 20 marzo a Cinisello Balsamo, in Villa Ghirlanda alle ore 15,30 al convegno organizzato da Federcofit, l’associazione di settore.

CURIOSITÀ

Alla Camera dei Deputati nascono tanti bambini! Infatti l’età media è molto bassa, a dimostrazione che il gruppo parlamentare è stato rinnovato. Mi è sembrato carino ringraziare la sottosegretaria Paola De Micheli che, nonostante un grande pancione, ha continuato a lavorare sul decreto Milleproroghe di cui sono relatrice… e così ho menzionato pubblicamente mamma e figlio in aula parlamentare. Qui sotto l’affettuosa risposta della mamma…

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